Da quando l’essere umano ha iniziato a navigare, i cetacei hanno occupato un posto speciale nell’immaginario collettivo. Le loro dimensioni, la loro intelligenza e il modo quasi silenzioso con cui appaiono e scompaiono tra le onde li hanno resi protagonisti di miti, racconti e credenze in quasi tutte le culture costiere del mondo. Molto prima che la scienza spiegasse il loro comportamento, balene e delfini erano già considerati messaggeri, protettori e persino creature sacre.
Nella mitologia greca, i delfini simboleggiavano la protezione e la buona sorte. Si racconta che il dio Apollo assunse la forma di un delfino per guidare alcuni marinai fino al luogo in cui avrebbe fondato uno dei suoi templi più importanti. Anche Poseidone, dio del mare, era strettamente legato a questi animali, considerati compagni di viaggio capaci di salvare i naufraghi e ricondurli sani e salvi a riva.

Anche le balene hanno lasciato un segno profondo in numerose tradizioni. In diverse culture del Pacifico e dell’Artico erano considerate le custodi dell’oceano, mentre alcuni popoli indigeni credevano che rappresentassero il legame tra il mondo umano e quello spirituale. La loro longevità, le complesse relazioni sociali e le loro spettacolari migrazioni rafforzavano l’idea che possedessero un’antica saggezza.

Sebbene nelle Isole Canarie non esista una mitologia specificamente dedicata ai cetacei, troviamo comunque uno stretto legame tra il mare e le credenze degli antichi Guanci. L’oceano faceva parte della loro vita quotidiana e molti dei loro luoghi sacri erano legati sia al paesaggio vulcanico sia alla costa. Il Teide era considerato una montagna sacra e le leggende su Guayota, lo spirito che si credeva abitasse al suo interno, riflettono l’importanza che la natura aveva nella loro visione del mondo.

Oggi le acque del sud di Tenerife ospitano una delle popolazioni residenti di globicefali tropicali più numerose e meglio studiate del pianeta, oltre ad altre specie di delfini e balene che hanno l’arcipelago come tappa durante le loro migrazioni.
Questo ambiente rende l’isola uno dei migliori luoghi d’Europa per osservare i cetacei in libertà durante tutto l’anno.
Forse è proprio per questo che è così facile capire perché i nostri antenati attribuissero loro poteri straordinari.
Ancora oggi, un incontro con un cetaceo suscita lo stesso senso di meraviglia che provavano gli esseri umani migliaia di anni fa. La differenza è che oggi conosciamo molto meglio la loro biologia, il loro comportamento e la straordinaria complessità delle loro società. Eppure c’è qualcosa che è rimasto immutato: l’emozione di vedere una pinna emergere all’orizzonte. Perché, anche nell’era della scienza, i cetacei continuano a ricordarci che l’oceano custodisce ancora una parte di quel mistero che ha dato origine a così tante leggende.
Non c’è bisogno di viaggiare nel passato per vivere la magia che ha ispirato tante leggende. Basta uscire in mare e osservare i cetacei nel loro habitat naturale.
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